Mosca e San Pietroburgo.
Russia 2 Agosto - 9 Agosto 2008 di Carlo Crestani , testimonianza di viaggio di un nostro cliente .
Da Milano Malpensa circa 3 ore di volo per raggiungere Mosca . Alla sera del sabato 2/8 sono già a camminare per le strade intorno all’hotel . Mosca , città austera , forse triste , sotto un cielo cupo e nuvoloso , per colori d’intorno solo il grigio dei palazzi si contrappone a qualche grande insegna pubblicitaria a volte in inglese : è questo il primo segno di una specie di modello occidentale che si fa strada . Ovunque però solo indicazioni in cirillico , dalle indicazioni stradali alle insegne dei negozi , per capire cosa vendano ti devi avvicinare e sbirciare dentro . Città di traffico intenso ma non caotico anche per le enormi vie ad otto corsie ( ”Prospettive” ) che dividono ed uniscono a raggiera . Strilli di clacson non se ne odono , tutto scorre anche se lentamente . Considerando i 10 milioni di persone che ospita si nota comunque una metropoli dalle strade pulite e giardini curati e strano a dirsi molti spazi lasciati a verde alberi . Raramente qualche cane portato a passeggio , mentre molti i negozi che vendono fiori , non piante ma semplici fiori , crisantemi gialli e rosa e rose rosse , già è facile scorgere qualcuno uomo o donna indifferentemente , con fiori sotto il braccio . In Russia si parla il russo e solo da poco tempo ai ragazzi che vanno a scuola viene imposto lo studio di una seconda lingua che nella maggioranza dei casi diventa l’inglese . Anche nelle stazioni della metropolitana che ogni giorno muove milioni di turisti è difficile capire e muoversi senza chiedere informazioni , i bellissimi mosaici sui corridoi o i dipinti o gli stucchi ingentiliscono ed abbelliscono suggestivamente questo sottosuolo che accoglie ed abbraccia così tante persone . L’impressione è che il popolo russo abbia una forte identità ed attaccamento al proprio paese ed alla propria terra , molto devoti alla religione ortodossa . Forse è per questo che non si fanno colonizzare tanto facilmente da forme di occidentalizzazioni , i turisti vanno e vengono e si devono adattare , questo è il loro paese ! Però il denaro attrae e per i turisti i prezzi sono notevolmente maggiorati . I sette grattacieli del periodo comunista tanto imponenti quanto melanconici , si contrappongono alle colorate insegne . Di notte i colori evaporano e prevalgono luci ed ombre , sotto questo notturno le stelle in terra brillano più forte , nascondono timori e disagi . Piazza Rossa in russo vuol dire anche piazza ” bella ” e di certo lo è ancor di più in questo buio incerto di mezzanotte . Mosca , abbracciata dalle mura del Cremlino e con in fondo la cattedrale di S. Basilio con le sue guglie ove dentro puoi imaginare una principessa imprigionata come nelle favole . Favole che narrano anche degli orrori della guerra e dei 27 milioni di militari morti per difendere questi confini , le quaranta fontane illuminate di rosso spargono sangue per non dimenticare . Un popolo che ha fermato e sconfitto le armate di Hitler , un popolo che racchiudeva entro le mura del Cremlino il fulcro sacro della religione . Terra di Zar , imperatori di tutte le Russie !! Mosca e la Moscova il grande fiume che la attraversa , fra palazzi di lusso e giardini imperiali , fra villaggi di umili contadini e boschi di betulle , dispettoso , come la pioggia che guasta le nostre gite . Piazza delle tre stazioni , una per la linea transiberiana , una per Kiev , una per S. Pietroburgo ( un tempo Leningrado , a seguito di un plebiscito popolare la città ha ripreso il suo antico nome ). Da Mosca a S. Pietroburgo circa 600 km . Il treno li percorre in poco più di sei ore . Appiccicato al finestrino per scrutare lontano dentro un paesaggio così nuovo , piccoli e grandi villaggi di contadini e città , minuscole case di legno con intorno piccoli orti coltivati , dai camini escono rivoli di fumo a scaldare chissà qualche zuppa sul fuoco . Non si vedono auto nuove nè fiammeggianti SUV ad inquinare l’aria . Le case e gli orti scappano via veloci , lasciano posto a foreste e distese di verde steppa russa , bianche betulle e abeti . Posso immaginare tutto questo coperto di neve di bianco e gelo per sei lunghi mesi senza ombre , con un sole opaco e tenue solo per alcune ore al giorno , qualche bufera di vento per giocare , di che tempra è fatta questa gente ! S . Pietroburgo , sul Mar Baltico , Golfo di Finlandia , costruita su 49 isole e attraversata da numerosi canali , un’altra prospettiva . Forse perchè città di mare e quindi commerci rapidi e intensi , gente che sale e scende dalle navi , forse perchè lontano da Mosca capitale , ma per le vie qui si vede una più intensa tensione verso una accettazione del capitalismo occidentale . Nevsky Prospekt , grande arteria di traffico d’auto e di persone attraversa per 4 km la città , su di essa si affacciano lussuosi negozi e palazzi centenari , cattedrali e basiliche , fino in fondo a toccare il fiume Neva che si getta nel Baltico . A volte il vento e le correnti sul Mar Baltico si uniscono così forte che neanche la Neva riesce a sfociare a livello del mare e allora sale , sale e allaga la città , ancora vi sono tracce dell’ultima innondazione . Fra la Neva e la città , la Fortezza costruita interamente su di un’isola , come ultimo baluardo di difesa per gli Zar , in seguito utilizzata come carcere per prigionieri politici . Si scendono le scale e ci mostrano le celle tinteggiate a nuovo e linde che sembrano monolocali e poi c’è la stufa ogni due celle …. Quali delitti commisero per finire là nel sottosuolo , quali demoni scatenarono per quel primo castigo prima di finire ospiti della casa dei morti in Siberia . Piazza dell’Ermitage , il più vasto museo al mondo , dentro le migliaia di stanze e sale puoi assistere alla storia del mondo , dai reperti archeologici della preistoria ai quadri di Picasso , dai gioielli di Fabergè alle slitte della zarina , un labirinto immenso che segna le tracce degli uomini sulla terra . alla famosa residenza estiva degli Zar ora diventato palazzo Pushkjn , la famosa sala d’ambra , pareti interamente rivestite a mosaico di preziosa ambra , ( tutto fedelmente ricostruito dalle distruzioni della guerra ) fuori il giardino d’intorno ad eguagliare lo sfarzo d’eleganza dei Re di Francia . S. pietroburgo seducente come le ragazze alte e snelle dagli occhi del cielo che camminano sui tacchi a spillo anche sotto la pioggia mostrando unghie laccate di nuovo , una seduzione che però non mi affascina . Ragazzi ciondolano ubriachi con bottiglie in mano irriverenti e soli . S. Pietroburgo , con l’imbarcadero fra i canali a guardarla dal basso , a pelo d’acqua , con riverenza , abbassando la testa quando si passa sotto i ponti . da un ponte un ragazzino esile e minuto si sbraccia , ci saluta ripetutamente e poi corre via lungo la strada che costeggia il canale , di corsa lo vediamo tutti di nuovo puntuale sopra ad un altro ponte a salutarci sorridente e poi di corsa , questa volta non lo vediamo più , ma poi eccolo appena in tempo sull’ennesimo ponte e poi ancora di corsa per non mancare al prossimo appuntamento . Sembra , ma non è un gioco da giullare perditempo . L’imbarcadero al termine del giro attracca dove siamo partiti ed il ragazzino è lì che ci attende trafelato e sudato , non chiede nulla , seduto , con lo sguardo abbassato , umile e offeso per la mano protesa . La guida dice : ”una volta non avevamo la libertà , ma avevamo una casa , l’assistenza medica e si studiava senza pagare , vedevamo solo alla televisione quelle che il regime definiva le piaghe del capitalismo , ora solo pochi possono permettersi una casa , dobbiamo pagare per il medico e pagare per studiare e vediamo a volte i nostri figli perdersi dentro la droga o la prostituzione o diventare delinquenti … ” già , un’altra prospettiva . Carlo Crestani .
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